<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>neonato Archivi -</title>
	<atom:link href="https://www.mammeinwonderland.it/tag/neonato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.mammeinwonderland.it/tag/neonato/</link>
	<description>Creato con amore da mamme per mamme</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2020 13:09:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/cropped-miw-1-32x32.png</url>
	<title>neonato Archivi -</title>
	<link>https://www.mammeinwonderland.it/tag/neonato/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Allattamento e nanna</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/22/allattamento-e-nanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 13:09:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[essere mamma]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[nanna]]></category>
		<category><![CDATA[neogenitori]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mammeinwonderland.it/?p=1389</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;allattamento notturno, si sa, è una fatica! Nei primi mesi di vita di un bambino, quasi tutte le mamme allattano...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/22/allattamento-e-nanna/">Allattamento e nanna</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> L&#8217;allattamento notturno, si sa, è una fatica! Nei primi mesi di vita di un bambino, quasi tutte le mamme allattano a richiesta e questo significa essere a disposizione a qualunque orario. Una specie di “sequestro di seno” che condiziona tantissimo la vita di una donna e che alla lunga<br>può risultare pesante. Specialmente di notte, specialmente con i bambini abituati ad addormentarsi attaccati al seno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640.jpg" alt="" class="wp-image-1392" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Nei primi tempi può risultare poetico e quasi “comodo” addormentare il proprio bimbo dandogli il seno: si dorme vicini, si rafforza il legame madre-figlio, ci si prende un momento di coccole che fa scivolare dolcemente verso il sonno e la serenità. È effettivamente una cosa bellissima ed è comprensibile che un bambino non voglia abbandonare questa pratica. </p>



<p> Ma dopo un anno/un anno e mezzo, tante mamme cominciano a chiedersi <em>“ma quando finisce questo vizio?”</em></p>



<p> Aver bisogno sempre e solo del seno per addormentarsi, può essere visto effettivamente come un capriccio, una fissazione che ostacola molte autonomie:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>del bambino (non lo aiuta di certo a dormire da solo nel suo lettino)</li><li>della mamma (presa in ostaggio ogni sera)</li><li>del papà (che non sperimenta mai la possibilità di addormentare il suo piccolo)</li><li>della famiglia (la coppia genitoriale, ma anche gli altri eventuali figli, vedono “interrotto” un momento serale in cui di solito ci si riunisce e si sta insieme: la cena, un film insieme, le coccole, i racconti e i baci, vengono rimandati al post “titta &amp; nanna”, attività a volte lunga e difficile, da cui la mamma spesso esce stanca).</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640.jpg" alt="" class="wp-image-1394" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ma perché è così importante il seno prima di dormire?</h5>



<p> Molto dipende dalla melatonina, ovvero l&#8217;ormone che determina il ritmo sonno-veglia: viene prodotta quando la retina umana non è esposta alla luce, quindi di notte, quando c&#8217;è oscurità. Ma il neonato (che non nasce con ritmi circadiani funzionali e quindi ha un sonno distribuito durante TUTTO il giorno e la notte) non la sintetizza autonomamente! È solo verso i 3 mesi che il ritmo circadiano comincia ad emergere e piano piano porterà il bambino a dormire regolarmente di notte e restare sveglio di giorno.</p>



<p> <strong>Quindi nei primi mesi come assume melatonina un bambino? Il suo corpo come capisce quando è ora di riposarsi?</strong> <strong>Attraverso il latte materno!</strong> Le ricerche hanno appurato infatti che il latte materno di giorno è sprovvisto di melatonina, mentre ne è molto ricco proprio durante le ore notturne, quando la mamma non riceve stimolazioni luminose. Questo per accompagnare il bambino verso un ritmo sonno-veglia “regolare” e ridurre la sua agitazione notturna.</p>



<p> Ecco anche perché fisiologicamente una neo mamma è portata ad addormentarsi presto con il suo bambino: segue il ritmo del sonno assecondando la naturale riduzione di luce serale! (Non siete voi ad essere diventate di colpo delle nonnine!)</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ma quindi è così fondamentale il seno prima di addormentarsi?</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1393" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> NO! Per un bambino è fondamentale il ritmo e il rituale, ma i riti cambiano con l’avanzare dell’età del bimbo e anche col cambiamento delle necessità della famiglia.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Cosa fare</h5>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Provate a sostituire gradualmente l&#8217;allattamento con un&#8217;altra routine. </strong>Quando il bambino manda i segnali di stanchezza, anticipate il vostro offrire il seno con un “segnale” di inizio della routine di addormentamento: una carezza o una frase ricorrente come “<em>è ora di fare la nanna</em>” oppure “<em>shhhhhh… adesso ci prepariamo per la buona notte</em>”. Mentre lo allattate provate a cantargli una ninna nanna, o raccontargli una storia, o fargli carezze al viso o ai capelli. Questo permetterà al piccolo di associare al rilassamento non solo il latte materno, ma anche altri gesti. Piano piano, provate a far cominciare prima questi gesti, suoni o parole, e poi ad attaccarlo al seno, riducendo sempre più il tempo di allattamento pre-nanna.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Togliergli seno da sotto al naso</strong>! Mentre il vostro piccolo si sta per addormentare, ma non è ancora del tutto sopito, togliete il seno dalla bocca. Potrebbe svegliarsi e protestare e a quel punto lo attaccherete nuovamente per qualche minuto, giusto il tempo che si tranquillizzi. E poi riprovate. Fate tentativi ad ogni addormentamento, finché non si abituerà a vedersi sfilare di bocca serenamente il suo oggetto consolatorio. Infatti questo consiglio è valido per il seno, ma anche per il ciuccio o il biberon.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Favorite il rilassamento</strong>. È più efficace se carezze, ninne nanne e parole dolci, vengono utilizzate inizialmente quando il bambino è già tranquillo e rasserenato; perché in questo modo le collega mentalmente a uno stato di benessere. Quindi cercate di partire fin dai primissimi segnali di stanchezza del bimbo ad abbassare le luci, i toni delle voci, gli stimoli sensoriali (tv, cellulari, palestrine, giochini musicali). Entrate in una zona di quiete e riposo. Questo aiuterà il bambino a tranquillizzarsi e predisporsi meglio alle routines di accompagnamento al sonno che andranno a sostituire il rituale del seno.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Introducete altre figure</strong>. Come gradualmente vanno inserite altre routines, gradualmente si possono inserire anche altre figure: il papà in primis, ma anche la nonna, una sorellina, qualunque care giver stabile e ricorrente. È importante che il bambino impari ad addormentarsi sentendo anche altre voci, altre mani, altre energie. E finché non glielo farete sperimentare, lui non potrà imparare!</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Trovate il vostro metodo</strong>. Ci sono genitori che per addormentare i loro figli gli fanno fare giretti in macchina per un&#8217;ora, quelli che li cullano dolcemente e quelli che ballano scatenati con i bimbi in braccio, quelli che usano le app di white noise (o il phon e l&#8217;aspirapolvere!) e quelli che cantano la ninna nanna, quelli che raccontano storie ma anche quelli che fanno massaggi ai piedi! Ogni bambino e ogni genitore sono unici. Sperimentando diverse cose capirete quello che piace a vostro figlio e anche quello che viene più congeniale a voi.</li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/22/allattamento-e-nanna/">Allattamento e nanna</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sentirsi mamma</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/08/sentirsi-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[essere mamma]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mammeinwonderland.it/?p=1298</guid>

					<description><![CDATA[<p>A tutte noi hanno raccontato la favola che appena stretto il nostro bambino tra le braccia, ogni gesto ci sarebbe...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/08/sentirsi-mamma/">Sentirsi mamma</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> A tutte noi hanno raccontato la favola che appena stretto il nostro bambino tra le braccia, ogni gesto ci sarebbe venuto in modo naturale e spontaneo.&nbsp; <strong>Perché si innesca il famoso istinto materno.</strong></p>



<p> Ma esiste davvero l&#8217;istinto materno? O è una favola, appunto, che ci raccontano per tranquillizzarci?</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg" alt="" data-id="1303" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1303" class="wp-image-1303" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> Alcune cose avvengono in modo abbastanza semplice: ad esempio affinare l&#8217;udito e avere un sonno più leggero, per svegliarsi di notte quando il bimbo piange.&nbsp; Ma non per tutte è qualcosa di immediato. In certi casi avviene con gradualità, nel corso dei mesi; in altri casi sono i papà a svegliare le mamme, che non si alzerebbero nemmeno per un terremoto!</p>



<p><strong>Non è sbagliato se la trasformazione in &#8220;mamme&#8221; non avviene appena partorito.&nbsp;</strong></p>



<p> <em>E poi cosa significa essere mamme? Provare un amore viscerale per il proprio bambino, svegliarsi di notte al primo sospiro, e avere il sesto senso quando stanno per farsi male?</em></p>



<p> Eppure molte mamme quei famosi presentimenti di qualcosa che non va, non li hanno mai avuti; altre non riescono a provare immediato amore per il loro piccolo, né sentono quell&#8217;attaccamento che tutti decantano. E alcune riescono a fare ogni cosa come da &#8220;manuale&#8221;, ma non si sentono ugualmente <strong>madri</strong>.</p>



<p> Io non nascondo che per sentirmi davvero una mamma ho impiegato del tempo: quando mia figlia per la prima volta mi ha chiamata &#8220;mamma&#8221; mi sono sentita quasi legittimata a definirmici. Ma prima&#8230; era tutto un po&#8217; strano.&nbsp; L&#8217;amavo molto, ed ero felice di stare con lei; ma non la sentivo del tutto &#8220;mia&#8221;.&nbsp;Mi sentivo più vicina alla figura della bàlia, che accudisce e nutre un neonato, ma non lo sente come una parte di sé.&nbsp; Per sentirmi mamma forse mi serviva che lei mi chiamasse così, che lei interagisse con me, che mi facesse sentire davvero la <em>sua</em> mamma.</p>



<p> Per il resto partivo avvantaggiata: come educatrice ero esperta di bagnetti, cambi pannolini e tappe evolutive. Ma sono andata in crisi con l&#8217;allattamento, avevo paura a mettere le tutine a un esserino così piccolo, e ho passato le notti a studiare come preparare le prime pappette.</p>



<p><strong>Insomma, ci sono voluti mesi perché nascesse la mamma che era in me.&nbsp;</strong></p>



<p> È venuta fuori a poco a poco, e si è finita di costruire insieme a mia figlia, che mi ha &#8220;forgiata&#8221; sotto molti aspetti. Se sono una mamma più o meno permissiva, è perché lei mi ha dato i ritmi, con il suo carattere, con le sue risposte, con i suoi &#8220;capricci&#8221;. Se ora scatto a controllarla nei momenti giusti, quando si sta per lanciare di testa dal balcone, è perché ho imparato che lei può stare in silenzio per un certo lasso di tempo, ma poi diventa pericoloso!</p>



<p><em> L&#8217;istinto materno non è immediato, non è universale, e alcune donne magari non lo svilupperanno mai, mentre per molte si affina negli anni.</em></p>



<p> Di certo è importante <em>sentirsi mamma</em> nel modo più comodo per ciascuna di noi, senza seguire modelli rigidi che ci costringono a snaturarci. Perché prima di essere madri siamo donne, con un&#8217;identità ben precisa. E saremo un modello per le nostre figlie e i nostri figli, solo se saremo serene e a nostro agio con noi stesse.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg" alt="" data-id="1301" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1301" class="wp-image-1301" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> E se avete un neonato tra le braccia, mi permetto di darvi questo consiglio: godetevi il lento passaggio dall&#8217;essere sole, all&#8217;essere <strong>in due</strong>. Perché giorno dopo giorno vi renderete conto che anche mentalmente non sarete mai più &#8220;solo voi&#8221;, ma diventerete le mamme di qualcuno che vi sarà legato per tutta la vita.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/08/sentirsi-mamma/">Sentirsi mamma</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
