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	<description>Creato con amore da mamme per mamme</description>
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		<title>La mia valigia parto</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/10/26/valigia-par/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 18:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[valigia parto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come preparare una valigia parto senza stress? Non lo sappiamo, ma prendetela con molta filosofia!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i tanti pensieri e le mille preoccupazioni che avevo in gravidanza, al settimo mese mi sono trovata davanti al problema della preparazione della valigia per l&#8217;ospedale. </p>



<p>Partendo dal presupposto che odio preparare le valigie a prescindere &#8211; anche quelle che dovrò portare in vacanza e che si suppone siano piacevoli da riempire perché &#8220;Dai che tra qualche giorno si va al maaaareeeee!&#8221; &#8211; capire cosa mettere dentro è stato un preludio al travaglio.</p>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Come fare allora? Cerca, cerca, cerca&#8230;</h5>



<p>Cercando online ho trovato tante informazioni e tanti consigli su mutandine, assorbenti, camicie da notte, reggiseni ecc&#8230; Fino a che l&#8217;ospedale dove sarei andata a partorire mi ha fornito la sua lista. Si, perché ogni ospedale ha una lista diversa a seconda dei servizi che offrono (se l&#8217;ospedale dove hai deciso di partorire non ti ha fornito la sua lista chiedila tu).</p>



<p>Ovviamente ho comprato tutto l&#8217;occorrente, ma quanto di quello che ho messo dentro la valigia ho effettivamente usato? Mhmm&#8230; Di certo devi avere con te qualche cambio, ma se dimentichi qualcosa o non ci sta tutto nel borsone o nella valigia che hai scelto puoi fartela portare anche dopo. </p>



<p>La sera che sono arrivata in ospedale c&#8217;era un papà in sala d&#8217;attesa che parlava coi nonni del bambino che stava per nascere. Mi è rimasto impresso perché teneva in mano una tutina piccolissima, il cambio di suo figlio, mentre io avevo metà valigia piena delle cose per mia figlia &#8211; i 3 cambi richiesti dall&#8217;ospedale, composti da calze, cappellino, body, maglia e ghettine o tutina, nella variante &#8220;leggera&#8221; di cotone e &#8220;pesante&#8221; in caldo cotone. Sono stata così ligia nel preparare tutto che ci sono rimasta male quando poi effettivamente l&#8217;ospedale non ha calcolato né il secondo né il terzo cambio. Perché fortunatamente ho potuto lavare e vestire da sola la mia bambina nei giorni che sono rimasta lì, ma se anche avessi dimenticato un paio di calzini non sarebbe certo crollato il mondo!</p>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Non crolla il mondo!</h5>



<p>Invece io ero convinta che si! Sarebbe crollato il mondo e volevo evitarlo a tutti i costi. Quindi ho girato mille negozi in cerca di una limetta per unghie che avesse una grammatura idonea a una neonata, ho comprato pettine e spazzola super morbidissimi, cappellini con diciture 0-3 mesi di marche diverse perché avevano circonferenze diverse, quindi vai a sapere tu quale fosse quella giusta! E niente, alla fine un sacco di cose sono rimaste inutilizzate, come le limette. Ho provato a passarle sulle unghie di mia figlia ma erano così morbide che si piegavano invece di accorciarsi quindi alla fine ho optato per le forbicine. </p>



<p>Dopo qualche tempo, il buon google che memorizza tutto mi ha mostrato un tipo di limette create ad hoc per i neonati, facili da usare perché si inseriscono nel pollice della mamma che così è libera di tenere la manina del bimbo in tranquillità. Non le ho mai provate quindi se voi che leggete avete  esperienze al riguardo condividetele con noi!!</p>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ma oggi, come ci si organizza per l&#8217;ospedale?</h5>



<p>Con la situazione Covid che non accenna a migliorare non so che aria si respira negli ospedali, se la mamma può ricevere sostegno e aiuto da fuori nel caso in cui si dimentichi qualcosa, se è aiutata dalle infermiere dopo aver subito un cesareo, e quindi vi chiediamo anche per questo argomento di condividere le vostre esperienze, per essere di aiuto ad altre mamme che stanno passando un momento così delicato e così importante senza la giusta preparazione.</p>



<p>Grazie!</p>



<p>P.s. Potete trovare le limette per unghie di cui vi parlavo a questo <a href="https://www.donkid.it/prodotto/baby-nails-kit-lima-unghie/?gclid=Cj0KCQjw59n8BRD2ARIsAAmgPmLGS2328nq4MBL0HoIxJxZZ2oN1Ovtc7mQCPEklHo49c9ZvM5kYKIcaAiG-EALw_wcB" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link</a>, ma se cercate li troverete anche su amazon e altri siti online.</p>
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		<title>Allattamento e nanna</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/22/allattamento-e-nanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 13:09:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[essere mamma]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[nanna]]></category>
		<category><![CDATA[neogenitori]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;allattamento notturno, si sa, è una fatica! Nei primi mesi di vita di un bambino, quasi tutte le mamme allattano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> L&#8217;allattamento notturno, si sa, è una fatica! Nei primi mesi di vita di un bambino, quasi tutte le mamme allattano a richiesta e questo significa essere a disposizione a qualunque orario. Una specie di “sequestro di seno” che condiziona tantissimo la vita di una donna e che alla lunga<br>può risultare pesante. Specialmente di notte, specialmente con i bambini abituati ad addormentarsi attaccati al seno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640.jpg" alt="" class="wp-image-1392" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/lactation-3508242_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Nei primi tempi può risultare poetico e quasi “comodo” addormentare il proprio bimbo dandogli il seno: si dorme vicini, si rafforza il legame madre-figlio, ci si prende un momento di coccole che fa scivolare dolcemente verso il sonno e la serenità. È effettivamente una cosa bellissima ed è comprensibile che un bambino non voglia abbandonare questa pratica. </p>



<p> Ma dopo un anno/un anno e mezzo, tante mamme cominciano a chiedersi <em>“ma quando finisce questo vizio?”</em></p>



<p> Aver bisogno sempre e solo del seno per addormentarsi, può essere visto effettivamente come un capriccio, una fissazione che ostacola molte autonomie:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>del bambino (non lo aiuta di certo a dormire da solo nel suo lettino)</li><li>della mamma (presa in ostaggio ogni sera)</li><li>del papà (che non sperimenta mai la possibilità di addormentare il suo piccolo)</li><li>della famiglia (la coppia genitoriale, ma anche gli altri eventuali figli, vedono “interrotto” un momento serale in cui di solito ci si riunisce e si sta insieme: la cena, un film insieme, le coccole, i racconti e i baci, vengono rimandati al post “titta &amp; nanna”, attività a volte lunga e difficile, da cui la mamma spesso esce stanca).</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640.jpg" alt="" class="wp-image-1394" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/baby-4057151_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ma perché è così importante il seno prima di dormire?</h5>



<p> Molto dipende dalla melatonina, ovvero l&#8217;ormone che determina il ritmo sonno-veglia: viene prodotta quando la retina umana non è esposta alla luce, quindi di notte, quando c&#8217;è oscurità. Ma il neonato (che non nasce con ritmi circadiani funzionali e quindi ha un sonno distribuito durante TUTTO il giorno e la notte) non la sintetizza autonomamente! È solo verso i 3 mesi che il ritmo circadiano comincia ad emergere e piano piano porterà il bambino a dormire regolarmente di notte e restare sveglio di giorno.</p>



<p> <strong>Quindi nei primi mesi come assume melatonina un bambino? Il suo corpo come capisce quando è ora di riposarsi?</strong> <strong>Attraverso il latte materno!</strong> Le ricerche hanno appurato infatti che il latte materno di giorno è sprovvisto di melatonina, mentre ne è molto ricco proprio durante le ore notturne, quando la mamma non riceve stimolazioni luminose. Questo per accompagnare il bambino verso un ritmo sonno-veglia “regolare” e ridurre la sua agitazione notturna.</p>



<p> Ecco anche perché fisiologicamente una neo mamma è portata ad addormentarsi presto con il suo bambino: segue il ritmo del sonno assecondando la naturale riduzione di luce serale! (Non siete voi ad essere diventate di colpo delle nonnine!)</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ma quindi è così fondamentale il seno prima di addormentarsi?</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1393" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/breastfeeding-2428378_640-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> NO! Per un bambino è fondamentale il ritmo e il rituale, ma i riti cambiano con l’avanzare dell’età del bimbo e anche col cambiamento delle necessità della famiglia.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Cosa fare</h5>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Provate a sostituire gradualmente l&#8217;allattamento con un&#8217;altra routine. </strong>Quando il bambino manda i segnali di stanchezza, anticipate il vostro offrire il seno con un “segnale” di inizio della routine di addormentamento: una carezza o una frase ricorrente come “<em>è ora di fare la nanna</em>” oppure “<em>shhhhhh… adesso ci prepariamo per la buona notte</em>”. Mentre lo allattate provate a cantargli una ninna nanna, o raccontargli una storia, o fargli carezze al viso o ai capelli. Questo permetterà al piccolo di associare al rilassamento non solo il latte materno, ma anche altri gesti. Piano piano, provate a far cominciare prima questi gesti, suoni o parole, e poi ad attaccarlo al seno, riducendo sempre più il tempo di allattamento pre-nanna.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Togliergli seno da sotto al naso</strong>! Mentre il vostro piccolo si sta per addormentare, ma non è ancora del tutto sopito, togliete il seno dalla bocca. Potrebbe svegliarsi e protestare e a quel punto lo attaccherete nuovamente per qualche minuto, giusto il tempo che si tranquillizzi. E poi riprovate. Fate tentativi ad ogni addormentamento, finché non si abituerà a vedersi sfilare di bocca serenamente il suo oggetto consolatorio. Infatti questo consiglio è valido per il seno, ma anche per il ciuccio o il biberon.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Favorite il rilassamento</strong>. È più efficace se carezze, ninne nanne e parole dolci, vengono utilizzate inizialmente quando il bambino è già tranquillo e rasserenato; perché in questo modo le collega mentalmente a uno stato di benessere. Quindi cercate di partire fin dai primissimi segnali di stanchezza del bimbo ad abbassare le luci, i toni delle voci, gli stimoli sensoriali (tv, cellulari, palestrine, giochini musicali). Entrate in una zona di quiete e riposo. Questo aiuterà il bambino a tranquillizzarsi e predisporsi meglio alle routines di accompagnamento al sonno che andranno a sostituire il rituale del seno.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Introducete altre figure</strong>. Come gradualmente vanno inserite altre routines, gradualmente si possono inserire anche altre figure: il papà in primis, ma anche la nonna, una sorellina, qualunque care giver stabile e ricorrente. È importante che il bambino impari ad addormentarsi sentendo anche altre voci, altre mani, altre energie. E finché non glielo farete sperimentare, lui non potrà imparare!</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Trovate il vostro metodo</strong>. Ci sono genitori che per addormentare i loro figli gli fanno fare giretti in macchina per un&#8217;ora, quelli che li cullano dolcemente e quelli che ballano scatenati con i bimbi in braccio, quelli che usano le app di white noise (o il phon e l&#8217;aspirapolvere!) e quelli che cantano la ninna nanna, quelli che raccontano storie ma anche quelli che fanno massaggi ai piedi! Ogni bambino e ogni genitore sono unici. Sperimentando diverse cose capirete quello che piace a vostro figlio e anche quello che viene più congeniale a voi.</li></ul>
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		<title>Ciuccio: istruzioni per l&#8217;uso</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/15/ciuccio-istruzioni-per-luso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 14:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[ciuccio]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[pro e contro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ciuccio salva molte di noi dai pianti inconsolabili del nostro bambino. Questo perché permette la suzione anche senza scopo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> Il ciuccio salva molte di noi dai pianti inconsolabili del nostro bambino. Questo perché permette la suzione anche senza scopo nutritivo e questo automatismo innato lo consola e lo rassicura esattamente come il seno materno. Inoltre nei primi sei mesi riduce perfino il rischio di SIDS (la sindrome da morte in culla), e allena la suzione al seno per i prematuri che ancora non riescono ad attaccarsi al seno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-4806098_640.jpg" alt="" class="wp-image-1377" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-4806098_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-4806098_640-300x169.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-4806098_640-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Ma ci sono anche dei contro: un uso prolungato può rallentare la dentizione e causare problemi al palato, o anche modificare la pronuncia di certi suoni (la t, la d o la s, ad esempio); inoltre porta i bambini a respirare di più con la bocca e questo può esporre a infezioni di naso e gola (se il bimbo è predisposto anche ad otiti!), oltre a prolungare la deglutizione infantile. </p>



<p> Per questo il ciuccio andrebbe tolto tra i 24 e i 36 mesi, ma anche prima è consigliabile limitare il suo utilizzo: ad esempio non dandolo durante il giorno, mentre il bambino è impegnato in attività di gioco o di socializzazione. Questo perché avere la bocca “occupata” inibisce l&#8217;esplorazione (come sappiamo il neonato mette tutto in bocca per conoscere, esplorare i materiali, la loro composizione, durezza, ecc&#8230;), ma ostacola anche le prime conversazioni con i suoi pari! Inoltre distrae dal gioco e riduce la sua concentrazione. </p>



<p><strong> Se poi viene usato per consolare ogni piccola frustrazione del bimbo, ecco che non lo aiuterà a gestire le sue emozioni e ad imparare ad esprimere il nervoso o l&#8217;ansia.</strong></p>



<h6 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"> Quindi: come toglierlo?</h6>



<p> Innanzitutto andiamoci per gradi! Sarebbe inutile farlo sparire di punto in bianco: per nostro figlio sarebbe un trauma e rischieremmo solo di farlo compensare con il temuto pollice in bocca! Anche utilizzare frasi come “<em>sei grande ormai</em>” oppure “<em>tutti gli altri bimbi della tua età non lo usano più</em>” potrebbero essere controproducenti: i bimbi più sensibili le vivrebbero come una presa in giro, e fare paragoni con altri compagni potrebbe aumentare sensi di colpa o insicurezze.</p>



<p> Provate invece a cominciare ad anticipare l&#8217;avvenimento, sia quando giocate con le bambole che quando parlate insieme del futuro. Permettere al bimbo di immaginare il futuro gli darà più sicurezza e stabilità quando dovrà affrontare il cambiamento, perché sarà una cosa a lui nota, e magari anche concordata insieme come periodo (ad esempio: potreste proporre di portare il ciuccio ai bimbi piccoli, quando finirà la scuola).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/pacifier-3405756_640.jpg" alt="" class="wp-image-1382" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/pacifier-3405756_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/pacifier-3405756_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/pacifier-3405756_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p><strong> Mi raccomando però di non toglierlo mentre si stanno affrontando altri cambiamenti importanti. </strong></p>



<p> Pensare di togliere al bambino la sua consolazione, mentre magari togliamo il pannolino, il seno, o lo mettiamo a dormire nel suo lettino, lo costringerebbe ad affrontare troppe cose tutte insieme! Inoltre è bene essere coerenti con la linea scelta: se concordiamo con nostro figlio di non usare il ciuccio durante il giorno, magari mentre giochiamo, sarebbe bene non cedere su questo punto.  Perché tornare sui propri passi darebbe un messaggio contraddittorio, e porta il bambino a pensare che quello che dite non sia così sicuro.</p>



<p> Piuttosto siate positivi ogni volta che non lo usa, o che lo ripone nella scatolina; può essere anche un gioco: mettere a nanna il ciuccio in certi momenti della giornata concordati insieme. Usate rinforzi positivi quando non lo usa, come complimenti e gratificazioni; abituatelo gradualmente all&#8217;autonomia dal ciuccio e sappiate che quando lo lascia spontaneamente durante il giorno si può provare a toglierlo di notte, festeggiando con lui ogni successo e non sgridandolo per eventuali richieste. </p>



<p> Quando vi chiederà di nuovo il suo amato ciuccetto, sostituite la consolazione che gli dava quell&#8217;oggetto con una coccola, o verbalizzando le sue emozioni, o raccontandogli una storia (magari proprio sulla crescita e il distaccamento dal ciuccio! Ce ne sono di molto belle: mia figlia adorava “il ciuccio di Nina”).</p>



<p> È un cambiamento molto importante che non deve avvenire con fretta,  piuttosto accompagniamo il nostro bimbo nel suo diventare grande, rispettando i suoi tempi e sostenendolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="425" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-92579_640.jpg" alt="" class="wp-image-1383" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-92579_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-92579_640-300x199.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/05/dummy-92579_640-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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		<title>Sentirsi mamma</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/08/sentirsi-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[essere mamma]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tutte noi hanno raccontato la favola che appena stretto il nostro bambino tra le braccia, ogni gesto ci sarebbe...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> A tutte noi hanno raccontato la favola che appena stretto il nostro bambino tra le braccia, ogni gesto ci sarebbe venuto in modo naturale e spontaneo.&nbsp; <strong>Perché si innesca il famoso istinto materno.</strong></p>



<p> Ma esiste davvero l&#8217;istinto materno? O è una favola, appunto, che ci raccontano per tranquillizzarci?</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg" alt="" data-id="1303" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1303" class="wp-image-1303" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-218194_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> Alcune cose avvengono in modo abbastanza semplice: ad esempio affinare l&#8217;udito e avere un sonno più leggero, per svegliarsi di notte quando il bimbo piange.&nbsp; Ma non per tutte è qualcosa di immediato. In certi casi avviene con gradualità, nel corso dei mesi; in altri casi sono i papà a svegliare le mamme, che non si alzerebbero nemmeno per un terremoto!</p>



<p><strong>Non è sbagliato se la trasformazione in &#8220;mamme&#8221; non avviene appena partorito.&nbsp;</strong></p>



<p> <em>E poi cosa significa essere mamme? Provare un amore viscerale per il proprio bambino, svegliarsi di notte al primo sospiro, e avere il sesto senso quando stanno per farsi male?</em></p>



<p> Eppure molte mamme quei famosi presentimenti di qualcosa che non va, non li hanno mai avuti; altre non riescono a provare immediato amore per il loro piccolo, né sentono quell&#8217;attaccamento che tutti decantano. E alcune riescono a fare ogni cosa come da &#8220;manuale&#8221;, ma non si sentono ugualmente <strong>madri</strong>.</p>



<p> Io non nascondo che per sentirmi davvero una mamma ho impiegato del tempo: quando mia figlia per la prima volta mi ha chiamata &#8220;mamma&#8221; mi sono sentita quasi legittimata a definirmici. Ma prima&#8230; era tutto un po&#8217; strano.&nbsp; L&#8217;amavo molto, ed ero felice di stare con lei; ma non la sentivo del tutto &#8220;mia&#8221;.&nbsp;Mi sentivo più vicina alla figura della bàlia, che accudisce e nutre un neonato, ma non lo sente come una parte di sé.&nbsp; Per sentirmi mamma forse mi serviva che lei mi chiamasse così, che lei interagisse con me, che mi facesse sentire davvero la <em>sua</em> mamma.</p>



<p> Per il resto partivo avvantaggiata: come educatrice ero esperta di bagnetti, cambi pannolini e tappe evolutive. Ma sono andata in crisi con l&#8217;allattamento, avevo paura a mettere le tutine a un esserino così piccolo, e ho passato le notti a studiare come preparare le prime pappette.</p>



<p><strong>Insomma, ci sono voluti mesi perché nascesse la mamma che era in me.&nbsp;</strong></p>



<p> È venuta fuori a poco a poco, e si è finita di costruire insieme a mia figlia, che mi ha &#8220;forgiata&#8221; sotto molti aspetti. Se sono una mamma più o meno permissiva, è perché lei mi ha dato i ritmi, con il suo carattere, con le sue risposte, con i suoi &#8220;capricci&#8221;. Se ora scatto a controllarla nei momenti giusti, quando si sta per lanciare di testa dal balcone, è perché ho imparato che lei può stare in silenzio per un certo lasso di tempo, ma poi diventa pericoloso!</p>



<p><em> L&#8217;istinto materno non è immediato, non è universale, e alcune donne magari non lo svilupperanno mai, mentre per molte si affina negli anni.</em></p>



<p> Di certo è importante <em>sentirsi mamma</em> nel modo più comodo per ciascuna di noi, senza seguire modelli rigidi che ci costringono a snaturarci. Perché prima di essere madri siamo donne, con un&#8217;identità ben precisa. E saremo un modello per le nostre figlie e i nostri figli, solo se saremo serene e a nostro agio con noi stesse.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg" alt="" data-id="1301" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1301" class="wp-image-1301" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/tongues-1031219_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> E se avete un neonato tra le braccia, mi permetto di darvi questo consiglio: godetevi il lento passaggio dall&#8217;essere sole, all&#8217;essere <strong>in due</strong>. Perché giorno dopo giorno vi renderete conto che anche mentalmente non sarete mai più &#8220;solo voi&#8221;, ma diventerete le mamme di qualcuno che vi sarà legato per tutta la vita.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/08/sentirsi-mamma/">Sentirsi mamma</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
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		<title>Bambini che non leggono</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/05/01/bambini-che-non-leggono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lettura è qualcosa che andrebbe stimolata il prima possibile, ma mai forzata. Abbiamo visto nell&#8217;articolo precedente (se non lo...</p>
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<p> La lettura è qualcosa che andrebbe stimolata il prima possibile, ma mai forzata. Abbiamo visto nell&#8217;articolo precedente (se non lo avete letto lo trovate <a href="http://www.mammeinwonderland.it/2020/04/25/la-lettura-nellinfanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">qui</a>) come i neonati siano innatamente attratti dalla narrazione e dal suono delle voci a loro note. Crescendo, ogni tipo di racconto li affascina tantissimo: può trattarsi di fiabe, ma anche di ricordi ed eventi passati che riguardano loro da piccoli, o altri componenti della loro famiglia.</p>



<p><strong> Ma i libri?</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="427" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/newborn-5036849_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1311" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/newborn-5036849_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/newborn-5036849_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/newborn-5036849_640-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> I libri sono qualcosa di diverso. Alcuni bambini li amano, altri non li vogliono nemmeno vedere. Nel 1964 Gianni Rodari ha scritto sul Giornale dei Genitori ben “9 modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura”, e lo trovo tutt’ora un decalogo illuminante su cosa evitare:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Presentare il libro come un’alternativa alla TV (oggi potremmo aggiungere “e a smartphone/computer”!)</li><li>Presentare il libro come un’alternativa al fumetto</li><li>Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più</li><li>Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni</li><li>Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura</li><li>Trasformare il libro in uno strumento di tortura</li><li>Rifiutarsi di leggere al bambino</li><li>Non offrire una scelta sufficiente</li><li>Ordinare di leggere per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura</li></ol>



<p><em><strong> Se l’amore per i libri non sorge spontaneamente, non è detto che i vostri figli saranno per sempre contrari! </strong></em></p>



<p> A volte questo interesse viene col tempo, in modo graduale. Ma si può partire già con i piccolissimi con il guardare libri senza testo, i cosiddetti silent book e quiete book, composti da sole immagini o piccole attività manuali con cui giocare. Altre volte l&#8217;innamoramento passa per il suono: fiabe raccontate, cd musicali, libri sonori, o filastrocche che i vostri figli amano molto e che voi potete provare ad accompagnare a immagini<br> o piccole animazioni. </p>



<p><em><strong> Questi sono tutti avvicinamenti all’oggetto “libro” e all’attività della narrazione.</strong></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/child-3046491_640.jpg" alt="" class="wp-image-1309" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/child-3046491_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/child-3046491_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/child-3046491_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Ma aiuta molto anche avere esempi concreti: per il bambino vedere la mamma e il papà assorti nella lettura, è uno stimolo enorme. Vedere che l&#8217;adulto si ritaglia ogni giorno quei 10 minuti per sé e per il libro appoggiato sul comodino, fa nascere in lui la curiosità. Sarà il bimbo stesso, magari, a chiedervi cosa leggete; e a quel punto potrete provare a trasmettergli la bellezza del perdersi in una storia.</p>



<p><strong>Se poi troverete il libro &#8220;giusto&#8221; per lui, sarà facile catturarlo!</strong> </p>



<p>Pensate ai suoi interessi, alle sue paure, ai suoi giochi preferiti. È un bambino o una bambina con un forte senso dell’avventura? Ama la natura, i paesaggi, gli animali? O piuttosto potrebbe essere affascinato o affascinata da piccole avventure domestiche? È in un periodo in cui vive molto male le sgridate, in cui fa i capricci, o gestisce con fatica certe emozioni? Ci sono libri sulla rabbia, sulle tristezze profonde e improvvise, sugli scoppi in pianti disperati, e sull’uso violento e prepotente del NO! Se trovate la tematica “calda”, probabilmente troverete l’aggancio giusto per proporgli un libro che lo interessi davvero.</p>



<p><br> E poi: leggete insieme, magari in un momento tranquillo e intimo come prima della nanna, se per loro è uno strumento di coccola. O costruite un piccolo angolo “biblioteca”, con cuscini e librerie basse alla loro portata, se sono bambini che amano fare giochi in autonomia, e richiedono tempo e spazio per stare in solitudine.</p>



<p><strong> Leggere è un piacere, questa è l’unica regola che conta.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/mother-and-daughter-2629795_640.jpg" alt="" class="wp-image-1310" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/mother-and-daughter-2629795_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/mother-and-daughter-2629795_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/mother-and-daughter-2629795_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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		<title>La lettura nell&#8217;infanzia</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/04/25/la-lettura-nellinfanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 11:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita, ma se leggevi loro le favole Adoro questa frase...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita, ma se leggevi loro le favole</strong><br></p></blockquote>



<p>Adoro questa frase di Betty Hinman. </p>



<p>Sarà perché in casa sono un po&#8217; disordinata, sarà perché amo molto leggere, ma spero che mia figlia si ricorderà di tutte le serate passate insieme a sfogliare libri e ascoltare fiabe!</p>



<p> Già da neonati i bambini mostrano interesse per la voce narrante del genitore: li aiuta a calmarsi se sono agitati, concilia il sonno, e più enfasi e cambi di tono metterete nei vostri racconti e più li terrete impegnati e concentrati!</p>



<p> Man mano che crescono, i bambini capiscono sempre più quello che leggerete loro: vedrete che vi fisseranno con occhi spalancati e fiato sospeso, e spesso vi chiederanno a ripetizione sempre la stessa fiaba, o lo stesso libro. Sarà un po&#8217; noioso, ma è tipico dei bimbi voler sentire centinaia di volte qualcosa, prima di passare ad altro. Evidentemente in quel momento della loro crescita hanno bisogno di <em>quella</em> storia, e stanno ragionando su qualcosa di molto importante per loro.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-2598005_640.jpg" alt="" data-id="1283" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-2598005_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1283" class="wp-image-1283" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-2598005_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-2598005_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-2598005_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> Se invece non sembrano particolarmente interessati, non costringeteli. A volte questo interesse viene col tempo, e che siano libri illustrati o fiabe raccontate a voce, il potere del racconto è sempre potentissimo. Quindi non preoccupatevi se i vostri bambini prediligono il canale sonoro rispetto a quello visivo: entrambi operano in maniera diversa, ma efficace.</p>



<p> Le favole poi sono magiche! Hanno un linguaggio simbolico che i bambini capiscono <em>sempre;</em> noterete che durante il racconto sono assorti e rapiti, per poi accantonare qualunque riflessione quando sentono la parola &#8220;fine&#8221;. Le fiabe infatti non vanno spiegate, non vanno approfondite. Anche se cruente, anche se paurose, i bambini capiscono che il loro messaggio deve arrivare piano piano. Ed ecco che vi chiederanno e richiederanno quella storia, fino a che non saranno pronti a passare ad altro.</p>



<p> Per i libri illustrati spesso è tutta un&#8217;altra musica! Ci sono alcuni bambini che non riescono a fare a meno di provare ad anticipare la frase preferita, o fare domande sulle illustrazioni, o cominciare con la serie di infiniti &#8220;<em>perché&#8221;</em>. Leggere insieme infatti è un momento di apprendimento importante, in cui i nostri piccoli si sento autorizzati a fare domande, a provare a raccontare anche loro qualcosa, a collegare immagini e parole.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/storytelling-4203628_640.jpg" alt="" data-id="1281" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/storytelling-4203628_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1281" class="wp-image-1281" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/storytelling-4203628_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/storytelling-4203628_640-300x169.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/storytelling-4203628_640-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> Si comincia con i libri più semplici, che mettono in relazione concetti base (come nomi, forme, colori) e le immagini che li rappresentano. Poi piano piano si può passare a storie vere e proprie, che mettono in scena eventi quotidiani (il momento della nanna, la propria famiglia, l&#8217;andare a scuola) o naturali (l&#8217;arrivo della neve, il cambio delle stagioni, la nascita di un fratellino). Ma non pensate che si fermino qui: la letteratura per l&#8217;infanzia potrebbe stupirvi, sia per la profondità dei temi trattati, che per la qualità degli illustratori coinvolti. Potrete trovare libri dedicati alla fascia o-3 che parlano già di emozioni profonde e complesse, universali o correlate a eventi di crescita importanti.</p>



<p> Molti momenti &#8220;spinosi&#8221; possono trovare un aiuto concreto, dalla lettura: penso ai problemi legati al momento della nanna, o alla gestione della rabbia, il passare dal pannolino al vasino, ma anche la separazione dei genitori o la morte di un nonno. Tutti argomenti delicati che possono trovare aiuto dall&#8217;utilizzo di storie, metafore e immagini, che per i bambini costituiscono un canale privilegiato, e per noi genitori spesso ci tolgono l&#8217;incombenza di trovare le parole &#8220;giuste&#8221;.</p>



<p> La nostra presenza a fianco ai bambini &#8211; mentre leggiamo o raccontiamo qualcosa di pauroso, emozionante o difficile &#8211; vale già più di molti discorsi. E spesso ci riporta ad essere noi stessi &#8220;bambini in ascolto&#8221;. Quindi torniamo piccoli insieme, e godiamoci quei momenti di profonda vicinanza che solo le storie sanno creare.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/for-reading-813666_640.jpg" alt="" data-id="1282" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/for-reading-813666_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1282" class="wp-image-1282" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/for-reading-813666_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/for-reading-813666_640-300x169.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/for-reading-813666_640-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p style="font-size:14px" class="has-text-align-center"><em>A proposito di lettura, vi segnaliamo le nostre storie sull&#8217;app Racconti per bambini. Sono racconti pensati, scritti e illustrati per spiegare, incuriosire e far avvicinare i bambini ai libri. Inoltre, potrete acquistare il libro con le storie preferite e personalizzarle col nome del bambino o della bambina . Lo trovate nel nostro store, o cliccando <a href="http://www.mammeinwonderland.it/prodotto/libro-personalizzato-racconti-per-bambini/">qui</a>. Nella pagina è presente anche il link per scaricare l&#8217;app.</em></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Buona lettura!</strong></p>
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		<title>Le parole che fanno bene ai bambini</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/04/17/le-parole-che-fanno-bene-ai-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 16:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[positività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e credo sia importante anche per voi, giacché...</p>
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<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="429" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/hands-423794_640.jpg" alt="" data-id="1236" data-full-url="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/hands-423794_640.jpg" data-link="http://www.mammeinwonderland.it/?attachment_id=1236" class="wp-image-1236" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/hands-423794_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/hands-423794_640-300x201.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/hands-423794_640-600x402.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul></figure>



<p> Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e credo sia importante anche per voi, giacché io amo scrivere e voi leggere: <strong>l&#8217;importanza delle parole</strong>. </p>



<p> Tutte le mamme e i papà che ho conosciuto hanno sempre avuto una cosa in comune: cercavano il meglio per i loro bambini; chiedendosi spesso se il loro comportamento, il premio o la punizione, il cartone animato o il tal giocattolo, fossero adeguati per lui.</p>



<p> Ho sempre sentito tantissimo amore e cura in questo essere perennemente dubbiosi. Eppure c&#8217;è qualcosa che incide enormemente di più, sui ricordi dei bambini: più dei giochi che gli si regala, più dei cartoni con cui si cresce, <strong>i bambini si ricordano le nostre parole</strong>.<br>Ciò che diciamo e ciò facciamo, per i piccoli sono un tutt&#8217;uno. </p>



<p>Nascono che ancora non capiscono il significato delle parole, ma già percepiscono benissimo i toni, le espressioni facciali che usiamo, e i nostri gesti. E questo talento innato comincia dal momento in cui vengono al mondo, ma è in continua evoluzione, migliora giorno dopo giorno, e si arricchisce continuamente; a 7 mesi nostro figlio è già in grado di usare il suo corpo per trasmetterci significati ben precisi! Come ad esempio allungare le braccia verso di noi per essere preso in<br> braccio.</p>



<p> Quindi il<em> messaggio che veicoliamo</em> loro, non è fatto solo del contenuto che trasmettiamo con le parole, ma soprattutto della <em>forma con cui lo presentiamo.</em></p>



<p> Crescendo poi, i bambini associano alla forma con cui noi ci esprimiamo, anche il significato dei termini che usiamo. E anche questo è in costante sviluppo, ma alcuni bambini mostrano in modo palese i loro progressi di comprensione, altri… ce lo tengono nascosto! E sembra che non si accorgano neppure che parliamo con loro o di loro.</p>



<p><strong> Ma loro capiscono, ve lo assicuro! </strong></p>



<p>Già a un anno comprendono il significato di frasi semplici e quotidiane, ed è qui che comincia il bello. Loro ci osservano incessantemente e assorbono come spugne TUTTO quello che diciamo. Per questo è importante scegliere con cura le parole che vogliamo che loro conoscano, esattamente come ci preoccupiamo dei cibi che offriamo loro, o delle immagini che gli permettiamo di vedere. Provate a considerarla come una sorta di alimentazione verbale: <strong>le parole nutrono</strong>. Nutrono il cervello, il cuore, la memoria, l&#8217;autostima.</p>



<p> <em>Ciò che diciamo dei nostri bambini, li aiuta a formare la percezione del loro Sé. Ciò che diciamo ai nostri bambini, alimenta la loro anima e la loro immagine del mondo.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="508" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/affirmations-441457_640.png" alt="" class="wp-image-1237" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/affirmations-441457_640.png 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/affirmations-441457_640-300x238.png 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/affirmations-441457_640-600x476.png 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Con le parole, trasmettiamo i nostri valori, i nostri sentimenti, le nostre rappresentazioni interiori.  Se siamo tristi, spaventati o scoraggiati, tenderemo ad usare delle parole diversissime rispetto a quando siamo felici e ci sentiamo sicuri e forti. E questo anche solo per comunicare cose semplici e quotidiane, non per forza parlando di noi e dei nostri sentimenti. Non ce ne accorgiamo, perché anche noi abbiamo avuto una “dieta lessicale” di un certo tipo. Fa parte di noi avere un lessico familiare che ci è stato veicolato da generazioni; ed<em> è come l&#8217;aria che respiriamo: non ci accorgiamo dell&#8217;odore che ha, del sapore che ha, finché non la cambiamo</em>.</p>



<p> Allora proviamo un attimo ad assaporare il gusto che hanno le nostre parole, fermiamoci a studiarle, guardarle, sentire come ci risuonano dentro.</p>



<p> Stiamo parlando noi? Sta parlando la nostra amata nonna, tramite quel proverbio che ripetiamo sempre? O sta parlando la maestra che ci faceva sentire piccole e inadeguate, quando facevamo un errore?</p>



<p> <em>Cosa cambierebbe, per i nostri bambini, se noi cambiassimo le parole che usiamo?</em> </p>



<p> Al posto di un “<em>attento che ti fai male</em>” o un “<em>oh no! Stai per cadere!</em>”, quanto suona diverso ascoltare “<em>presta attenzione e muoviti con prudenza</em>” oppure “<em>sei molto bravo a fare questi gradini, aspettami che li facciamo insieme</em>”.</p>



<p> Quello che a me smuove più di ogni altra cosa, è vedere mia figlia piangere. Anche perché è molto melodrammatica, e mi suscita d&#8217;istinto un “<em>No! Non piangere! Va tutto bene, tranquilla!</em>” Le mie intenzioni sono delle migliori, vorrei solo porre fine a una reazione spesso esagerata e<br>plateale; ma quando ascolto la mia voce dire questo, mi accorgo che il mio tono è più secco e nervoso di quanto vorrei, come se vederla piangere incrinasse la mia serenità. E allora provo a dire cose diverse, che trasmettano immagini diverse, perché quella frase l&#8217;ho imparata a dire, ma forse non è la MIA.</p>



<p><strong> Capirete presto le parole che faranno sentire meglio voi e il vostro bambino, perché sono quelle che vi nutrono meglio e appagano prima e per più tempo la loro fame.</strong></p>



<p> Lavorando negli asili nidi ho visto “<em>fami</em>” molto diverse.</p>



<p> Ci sono bambini che hanno bisogno di veder legittimato il loro dolore, e allora possono aver fame di un “<em>ehi, è stato veramente brutto e pauroso quello che è successo, vero?</em>” oppure “<em>deve essere molto dura per te. Ti capisco</em>” o anche un “<em>piangi pure, va bene… puoi farlo</em>”.<br>Altri bimbi hanno bisogno di un semplice “<em>sono qui</em>”, “<em>non sei da solo</em>”, “<em>ti ascolto</em>”. Per alcuni è importante nominargli l&#8217;emozione che stanno vivendo, per aiutarli a comprenderla: “<em>piangi perché sei molto triste, o sei arrabbiato</em>?” Altri ancora hanno solo bisogno di vivere quel sentimento, ma sapere che voi li sostenete: “<em>vedo che preferisci restare solo, ma quando sarai pronto io sono qui</em>”.</p>



<p> Quante cose ci possono essere dentro le parole! Ci sono abbracci che aspettano il momento giusto per essere accolti, balsami che leniscono ogni ferita, e anche la fiducia nelle capacità dei nostri bambini di cavarsela da soli, e la certezza serena che passerà tutto.</p>



<p> <strong>Loro bevono dalla nostra voce tutto quello che vogliamo trasmettergli. Cerchiamo sempre di comunicargli il meglio.</strong></p>



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		<title>Tutti a letto!</title>
		<link>https://www.mammeinwonderland.it/2020/04/11/tutti-a-letto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 12:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da separazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 2004 e il 2007, l&#8217;Associazione Culturale Pediatri delle regioni Puglia e Basilicata, ha monitorato il sonno di 1438...</p>
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<p> Tra il 2004 e il 2007, l&#8217;Associazione Culturale Pediatri delle regioni Puglia e Basilicata, ha monitorato il sonno di 1438 bambini. Hanno intervistato i genitori, fatto scrivere un diario del sonno di ciascun bimbo, e il risultato è una delle più vaste indagini condotte con metodi scientifici su questo argomento, qui in Italia. </p>



<p><strong> Perché ve ne parlo? Per tranquillizzarvi. </strong></p>



<p> Sarebbe facile dirvi che il sonno è un argomento spinoso per tutti, che ogni famiglia ha vissuto momenti critici sull&#8217;addormentamento dei figli, ma che poi ne sono usciti. So anche che è inutile dirvi che siete bravi, che state già facendo tutto nel migliore dei modi, e dovete solo aver fiducia che prima o poi ne uscirete. Li vedo io, i sensi di colpa sotto al materasso! I dubbi nascosti sotto al letto, o i giudizi altrui che vi bisbigliano alle 3 di notte sotto al cuscino.</p>



<p><strong>  So benissimo cosa vi dicono.</strong></p>



<p> Che non dovevate farlo venire nel lettone, quella maledetta notte. Che ora non se ne andrà mai più. Che addormentarlo tra le vostre braccia è sbagliato, che gli state dando un vizio, che crescendo avrà turbe mentali e non saprà stare solo, e che siete voi gli elementi problematici di una sana relazione genitore-figlio! </p>



<p><strong>Ed è qui che io invoco il potere della statistica.</strong></p>



<p>Non vi ammorbo con dati mondiali, perché se vi dicessi che il Giappone tende a praticare il co-spleeping fino ai 6 anni, voi mi potreste obiettare che sono una cultura diversa, con dinamiche familiari diverse, e che non ve ne frega di cosa facciano in Giappone. Molto bene. Usiamo la ricerca di cui sopra: tutta italiana, svolta per 3 anni, serissima.</p>



<p><strong> È emerso che il 72% dei bambini tra un mese e 3 anni, ha bisogno della presenza del genitore per addormentarsi</strong>. Che il 67% richiede il contatto fisico. Che l&#8217;86% dorme insieme ai genitori… in camera, nel lettone o nel lettino; qualche notte, o tutte le notti. Pensavate di essere voi quelli sfigati, eh? </p>



<p><strong> Consolatevi: siamo messi così quasi 9 famiglie su 10.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="427" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/family-2610205_640.jpg" alt="" class="wp-image-1224" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/family-2610205_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/family-2610205_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/family-2610205_640-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il bisogno di vicinanza</h5>



<p> Parliamoci chiaro: vostro figlio è stato nel grembo materno per 9 mesi. Al buio, al caldo, circondato da suoni ovattati tranne che per il battito continuo del vostro cuore. La nascita di per sé è un evento abbastanza traumatico: c&#8217;è il contatto con l&#8217;aria fredda, la luce accecante, il sentirsi circondati dal vuoto, con la perenne sensazione di cadere; terribile, vero? <strong>A livello di sviluppo della specie, noi abbiamo scritto nei nostri geni che DOBBIAMO dormire tra le braccia della mamma</strong><em>.</em> Solo stando vicini al genitore, i piccoli sopravvivono ai pericoli circostanti: fame, freddo, predatori, cadere o perdersi. </p>



<p> Le vostre braccia li fanno sentire <strong>contenuti</strong>, il suono del vostro cuore li rasserena che va tutto bene, e fino a 6/7 mesi il bambino cerca solo questo: il co-spleeping. <strong>Perché passa gradualmente dall&#8217;essere un tutt&#8217;uno con voi, a essere qualcosa di altro da voi</strong>. E comincia a percepire la vostra assenza, che per lui è eterna, definitiva, pericolosa. Non lo sa che state solo dormendo nell&#8217;altra stanza, che potete arrivare in un minuto! Per lui conta solo che voi non ci siate, che non si senta avvolto, bensì abbandonato.<strong> E allora urla, strilla a più non posso, chiama con tutto il fiato che ha in gola che forse l&#8217;avete perso, che è qui!</strong> Per tornare in fretta sul vostro cuore, dove può dormire sereno. </p>



<p> Si chiama <strong>esogestazione</strong>: e in sostanza significa che per 9 mesi vissuti dentro di voi, servono 9 mesi accanto a voi per nascere nuovamente come individui autonomi. </p>



<p> Voi ovviamente potete anche non amare il co-spleeping, e scegliere di abituare fin da subito vostro figlio nel suo lettino. Non c&#8217;è nulla di male, e tantissimi bambini dormono bene così. Mia figlia era una di quelle che già a 2 mesi voleva dormire da sola, nel buio più completo, senza rumori o suoni disturbanti. La mia presenza praticamente la infastidiva. </p>



<p><em>Questo per dire che i geni non sono tutto!</em> </p>



<p>Ammetto che io mi sentivo una miracolata, una mamma modello che aveva abituato fin da subito la figlia ad essere autonoma nella nanna. Quanto ero tenera! In quanto mamma stordita dagli ormoni, avevo completamente rimosso quella meravigliosa fase che comincia a 9 mesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/people-1839564_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1227" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/people-1839564_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/people-1839564_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/people-1839564_640-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;ansia da separazione</h5>



<p> Se come me fate parte di quella cerchia che aveva il neonato sereno in culla, e il duenne fisso nel lettone, non arrovellatevi per capire quando avete commesso il fatale errore per farli deviare dalla retta via. È più comune di quanto pensiate. La ricerca di cui sopra, ci dice che a un mese di vita <em>solo l&#8217;11% dei bambini</em> dorme stabilmente nel lettone. </p>



<p><strong>Ma guarda caso a 3 anni la percentuale triplica!</strong></p>



<p> La colpa è sempre di quell&#8217;ansia di separazione di cui parlavamo, che sopraggiunge tra gli 8 e i 9 mesi, e che ci fa capire che il nostro bambino sta crescendo “bene”. Ci sta percependo come esseri diversi da lui, distaccati, che possono andarsene e ritornare. Insomma, se è vero che siamo fatti al 90% di acqua e ansia, possiamo dire che questo comincia da prima dell&#8217;anno! </p>



<p><strong>Questo cosa comporta? </strong></p>



<p> Che anche i bambini che dormivano sereni tutta la notte, ora cominciano a svegliarsi per “sorvegliare” la mamma. Prima che scattiate con la protesta: sì, esistono i neonati che dormono tutta la notte; sono rari, ma esistono. Mia figlia era una di quelle che dai 2 mesi preferiva saltare le poppate notturne e dormire 8 ore filate (ma questo accadeva nelle notti in cui non aveva coliche, tosse, bronchite, otite, mal di pancia, mal di denti…). E in ogni caso poco prima dell&#8217;anno ha cominciato a svegliarsi 3-4 volte a notte, come tutti i bambini normali del mondo, per lo scatto evolutivo di cui parlavamo. </p>



<p><strong>Quindi care amiche rassegniamoci: i bambini si svegliano. Chi più, chi meno… ma lo fanno tutti.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/cute-baby-2220375_640.jpg" alt="" class="wp-image-1229" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/cute-baby-2220375_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/cute-baby-2220375_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/cute-baby-2220375_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">“Il metodo” esiste?</h5>



<p><strong>Qual è il compito di noi genitori, davanti all&#8217;ansia di separazione? </strong></p>



<p> Accompagnare i nostri figli a un distacco sereno. Ci sono milioni di risposte diverse, a questo bisogno primordiale di sicurezza. C&#8217;è chi li tiene a dormire nel lettone, finché non sono i bambini stessi a dare segnali<br>di essere pronti; quelli che passano ore a leggere storie; chi li fa addormentare in braccio, con tetta o biberon colmo di latte o camomilla; e ci sono quelli che usano la linea dura, sopportando pianti e strilli finché i loro figli non imparano addormentarsi da soli.</p>



<p><strong>Non esiste qualcosa di completamente sbagliato, né assolutamente giusto.</strong> </p>



<p> Questo ci tengo a precisarlo, perché anche la linea pedagogica più sensibile e attenta &#8211; se applicata da un genitore in ansia, o che non sente suo quel metodo – non porta alcun beneficio.</p>



<p> Non vi dirò di tenere vostro figlio nel lettone, se questo può comportare una crisi di coppia o un disturbo del sonno per uno di voi. Non vi consiglierei mai di lasciar piangere vostro figlio, se sentendolo gridare scoppiate a piangere anche voi. </p>



<p> Posso però dirvi che molti studi hanno visto come il pianto prolungato di un bambino aumenti il suo livello di stress, il battito cardiaco, il livello di cortisolo, che sembra influire sullo sviluppo dei sistemi di neurotrasmettitori che nel primo anno di vita può avere effetti nocivi sulle sinapsi. E che risposte tempestive di cura, abbiano portato i bambini a rasserenarsi in modo più efficace, ovvero ad avere conferma che in caso di bisogno la mamma corre… quindi non occorre piangere sempre, in modo ansiogeno, solo per controllare che lei arrivi.</p>



<p> Non serve andare in panico ogni volta che il bambino piange, ovviamente. Ma <em>personalmente credo che un neonato addormentato dopo ore di pianto non si sia calmato, ma che sia esausto. E ciò che avrà imparato è che è inutile dare segnali di allarme, tanto nessuno corre in aiuto</em>. E questo non è in linea con la mia filosofia.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Consigli pratici</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/sleeping-1311784_640.jpg" alt="" class="wp-image-1228" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/sleeping-1311784_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/sleeping-1311784_640-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/sleeping-1311784_640-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Per accompagnare il bambino a dormire in autonomia, servono calma, pazienza e molta comprensione. Sarà qualcosa di graduale, che metterete in atto quando vi sentirete pronti anche voi, e richiederà settimane o mesi; <em>ma tra i 5 e i 10 anni tutti i bambini imparano a dormire da soli.</em> </p>



<p> Questo avviene sempre, a meno che non ci siano problemi particolari di ansia, disturbi del sonno, o altre motivazioni psicologiche del vostro bambino, per le quali sarebbe bene chiedere il sostegno di specialisti. Ma in tutti gli altri casi, l&#8217;autonomia arriva, che li si aiuti o no. Noi possiamo solo sostenerli e – appunto – accompagnarli in questo processo. Vediamo come:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>predisporre uno spazio adeguato al bambino</strong>: una cameretta accogliente, con colori tenui e non troppo accesi, priva di stimoli visivi o uditivi troppo disturbanti, e magari con elementi scelti dallo stesso bambino. Provate a incentivarlo arredando insieme a lei/lui la sua “cameretta da bimba/o grande”.</li><li><strong>agevolare l&#8217;addormentamento con rituali</strong>: lavarsi i denti, fare il bagnetto, spazzolarsi i capelli, leggere le favole o scegliere il peluche per la nanna. Fate cose insieme, che siano rituali fissi, che il bambino conosce e può anticipare mentalmente. Avviatelo al momento della nanna staccando tv, cellulari, musica e qualunque altro stimolo “eccitante” almeno mezz&#8217;ora prima.</li><li> <strong>l&#8217;uso della voce</strong>: se mentre vi preparate per la nanna comincerete ad usare un tono basso, calmo e lento, metterete già i vostri figli in uno stato mentale rilassato, e più sereno.</li><li><strong>rendersi disponibili</strong>: rispondete ai loro appelli, anche se sono palesi scuse per vedervi comparire sull&#8217;uscio della porta. Che sia la richiesta di un bicchiere d&#8217;acqua, o il falso allarme della pipì, ripetete loro che in caso di bisogno voi ci siete e arriverete sempre. All&#8217;inizio vi metteranno molto alla prova, ma piano piano si calmeranno.</li><li><strong>aiutateli ad esprimere i loro bisogni</strong>: “vuoi davvero un bicchiere d&#8217;acqua, o ti serve una coccola?” Sembra una cosa sciocca, ma spesso i bimbi non osano esprimere bisogni di affetto, che invece sono essenziali quanto l&#8217;acqua! Incoraggiateli voi. A volte basta dare una carezza, un bacio, o due minuti stretti stretti, per soddisfare il bisogno davvero necessario per addormentarsi sereni.</li><li><strong>siate onesti</strong>: inutile inventare bugie, a mio parere vince la sincerità. Dite ai bambini dove siete e cosa state facendo, mentre loro fanno la nanna. “<em>Guardo un film col papà sul divano</em>”, “<em>sono nel mio letto a leggere</em>”, “<em>mi prendo del tempo per pensare e rilassarmi</em>”, “<em>mi addormento anche io</em>”. Dite loro la verità. A volte i bambini pensano che non li vogliamo, mentre potrebbero sentirsi sollevati a sapere che state solo facendo cose che richiedono solitudine (pensare, riposare, leggere), anche loro a volte hanno bisogno di solitudine! E se manifestano desiderio di vedere anche loro un film con voi, o leggere un libro insieme, rilanciate la cosa come proposta per il giorno dopo! Dopo che avranno fatto una bella nanna e saranno riposati e pieni di energia.</li><li><strong>restare calmi</strong>: facile a dirsi, ma non a farsi! Specie se si svegliano alle 2 di notte. Ma più nervosi e agitati vi mostrerete, e più difficile sarà riaddormentarli. Se siete veramente tanto nervosi, convincete chiunque altro in casa ad andare a dire una parola di conforto al bimbo (se lo avete), o prendetevi 2 minuti (se non sta urlando come un&#8217;aquila). È mportante che stiate bene voi, per far stare bene vostro figlio!</li><li><strong>essere flessibili</strong>: se ogni tanto torna a dormire nel lettone in modo occasionale, o lo fa in caso di incubi, o lo fa ogni giorno a metà nottata, non disperate! È un processo graduale, state andando bene!</li><li><strong>trovare il gesto/oggetto consolatorio</strong>: a volte i bambini hanno bisogno di oggetti transizionali, per superare una fase di distacco. Possono essere oggetti materiali (ciucci, bambole, peluche, copertine, carillon…) ma anche gesti o suoni (una ninna nanna, il bacio sulla fronte, le carezze ai capelli…)</li><li><strong>capire i vostri sentimenti</strong>: a volte non sono tanto i bambini a non essere pronti al distacco, ma i genitori! Se passate poco tempo con vostro figlio, se vi sembra stia crescendo troppo in fretta, se avete dei motivi per temere il distacco da lui, è possibile che passiate questo profondo desiderio di vicinanza al bambino, che giustamente non vi vorrà lasciare. Cercate di capire cosa vi fa stare male, nel distacco. Cercate di trovare altre risposte al vostro bisogno: può essere dedicarvi più tempo, o più momenti di intimità e coccole; può essere il dover realizzare di essere mamme, anche se non più mamme-chioccia di un neonato. Cresce vostro figlio, ma crescete anche voi. L&#8217;essere genitori evolve insieme all&#8217;essere figli.</li></ul>



<p> <strong>E ricordate</strong>: nessun 15enne dorme con la mamma, prima o poi l&#8217;autonomia arriva per tutti! Che ci arriviate ai suoi 3 anni, o ai 7, l&#8217;importante è che voi stiate bene e che facciate tutto rispettando anche i vostri bisogni! </p>



<p> <strong>I bei sogni si fanno solo se stiamo bene.</strong></p>
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		<title>A tavola!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 15:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/avocado-1844894_640.jpg" alt="" class="wp-image-1127" width="424" height="290" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/avocado-1844894_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/avocado-1844894_640-300x206.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/avocado-1844894_640-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></figure></div>



<p> Il cibo, si sa, è un piacere. Non serve solo alla nostra sopravvivenza, è proprio un elemento necessario per il nostro benessere psico-fisico. E non parlo del semplice “mangiare”: ma del cucinare insieme, apparecchiare una tavola, condividere qualcosa di gustoso in un momento intimo come quello in cui ci nutriamo.</p>



<p> Non a caso <strong>nutrire</strong> deriva dalla stessa radice di colare, stillare, ed è strettamente collegato all&#8217;allattamento materno, il nostro primo cibo. Sicuramente una cosa molto intima, qualcosa che ci riporta a sensazioni di accudimento, benessere, sicurezza.</p>



<p> Ora vi chiedo: il momento in cui mangiate insieme ai vostri bambini, è un momento di nutrimento? Avete il tempo, la calma, la quiete, per godere appieno di quello che mangiate insieme? O è più una corsa ad ostacoli tra neonati che mitragliano la crema di tapioca, fornelli che sfrigolano con la vostra cena ancora sul fuoco, e bambini che dovete imboccare a forza, perché finiscano la cena?</p>



<p> Se la vostra situazione è simile a quella che ho appena descritto, tranquilli: state vivendo la normalità. Però possiamo mettere in atto alcuni accorgimenti per vivere più serenamente lo stare a tavola insieme.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Se avete lattanti</h5>



<p> Godetevi il momento dell&#8217;allattamento, qualunque esso sia: naturale, artificiale, esclusivo, integrato, con tiralatte o a richiesta. Comunque alimentiate vostro figlio/a, l&#8217;importante è che sia un momento di piacere. Il compito delle persone intorno a voi? Lasciarvi tranquilli ad allattare. La vostra missione? Instaurare una relazione di cura, intima e profonda. </p>



<p> Che siate la mamma, il papà o qualunque altro care giver, il momento in cui un neonato viene nutrito non è semplice mangiare. È trasmettergli amore, fiducia, serenità; per questo bisogna avere tempo e quiete. Quindi, se in casa avete altri bambini, trovate momenti differenziati per mangiare tra voi e darvi attenzione. Dare il latte al piccolo deve essere una coccola, per tutti!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-21167_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1133" width="201" height="302" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-21167_640-1.jpg 426w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/baby-21167_640-1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></figure></div>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Se avete bambini piccoli (6 mesi-1 anno)</h5>



<p> Mettete via pretese e ricerca della perfezione. È normale cambiarsi da capo a piedi perché il piccolo vi ha sporcati ovunque. È normale avere la cucina devastata. È normale che la pappa sia a volte più a terra che nella bocca di vostro figlio. Siate molto calmi e pensate che per un infante il mangiare è sperimentazione: sta sperimentando gusti nuovi, consistenze nuove, strumenti nuovi e gesti mai fatti prima. </p>



<p>Quando lo vedete agitare inutilmente un cucchiaio lanciando minestrina in ogni angolo, pensate che sta migliorando la coordinazione oculo-manuale. Se di un piatto pieno ne mangia solo la metà, ricordatevi che ha lo stomaco grande quanto un pugno, e non gli serve davvero tutto quel cibo. Se si sporca, se tende a giocare con gli ingredienti, non gridatelo: lo sta studiando. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="480" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/face-1083872_640.jpg" alt="" class="wp-image-1135" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/face-1083872_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/face-1083872_640-300x225.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/face-1083872_640-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p> Il colore, il sapore, la consistenza del cibo sono cose affascinanti per un bambino; significa che è assorto nel momento del pasto, che gli<br>interessa! È una cosa importantissima lasciarlo immergere in questa attività, perché solo così avrete bambini che amano il cibo, che gli danno attenzione, e che non devono avere davanti a sé schermi o telefonini per riuscire a mangiare se “distratti”. Fateli sporcare. Fategli lanciare le posate. Magari i piatti, quelli comprateli con la ventosa sotto, così almeno limiterete i danni! </p>



<p> Ma vi assicuro che è un periodo che passa, passa in qualche mese. I bambini imitano tantissimo e apprendono per osservazione. Il vostro pasticcione che a 8 mesi si esercitava sulla legge di gravità lanciando i bicchieri, a un anno e mezzo vi darà enormi soddisfazioni. </p>



<p> Fidatevi. Tenete duro!</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Se avete bambini nella fase “non sto fermo sulla sedia” (1-4 anni, ma forse anche di più)</h5>



<p> Adesso vi dirò qualcosa di molto confortante. Tenetevi pronti eh. I bambini DEVONO muoversi. È normale, non siete voi che avete generato un piccolo Taz. Se fosse per loro giocherebbero tutto il giorno, e stare mezz&#8217;ora fermi su una sedia equivale a 5 ore di torture. </p>



<p>Davanti a voi avete due vie percorribili, a mio parere entrambe giuste: per i più liberali, consiglio l&#8217;antico metodo del “vai a fare un giretto, e quando torni mangi una forchettata”. Vi giuro che i bambini crescono anche mangiando così, in modo itinerante. </p>



<p> Per gli amanti dell&#8217;ordine e della buona educazione, consiglio comunque di lasciarli alzare, quando non ne possono più. Ma una volta alzati da tavola, non si mangia più. Il loro piatto viene tolto e chi si è visto si è visto, il prossimo pasto è tra 4 ore. Ovviamente siate flessibili, anche su questa regola. Se vostro figlio richiede il piatto perché si è accorto di avere ancora fame, concordare che può riaverlo se mangia almeno mezza porzione è una bella vittoria.</p>



<p> Siate strategici e vivete questi momenti come un grande allenamento che gli state offrendo: gli state insegnando a imparare a leggere i segnali del proprio corpo. A capire quando è stanco, quando ha bisogno di muoversi, quando ha fame o quando è pieno. Può capitare di sbagliarsi, e voi li aiuterete a capire sempre meglio come prendere le misure.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Se avete bambini che non mangiano certe cose (0-99 anni)</h5>



<p> Dal primo al secondo anno di vita, i bisogni nutritivi di una bambino cambiano molto. L’apporto lipidico passa gradualmente dal 50% delle calorie totali, al 30%; l’apporto di carboidrati dal 40% sale al 50%, e dovrebbe raggiungere il 55-60% nel corso del terzo anno. </p>



<p> Oltre a ciò, sembra che a livello ancestrale lo sviluppo ci abbia insegnato a diffidare dei vegetali potenzialmente velenosi (quindi molto colorati o molto… verdi!) perciò verso i 3 anni i bambini privilegiano cibi solidi e dai toni chiari. Insomma, non è colpa loro se vogliono solo pasta in bianco tutti i giorni. È lo sviluppo che lo impone, almeno per un certo periodo. </p>



<p> Una cosa è certa: <strong>è una fase passeggera</strong>. Come quella di mangiare sempre e solo una cosa, e poi dopo una settimana intera, passare ad un altro ingrediente. Non è qualcosa di grave, che dovrebbe allarmarvi: capita a tutti i bambini e le bambine del mondo, e ciascuno di loro ha un ottimo sistema di autoregolazione. Se a un bambino mancano proteine o vitamine, istintivamente il suo corpo gli farà venire voglia dell&#8217;alimento che gli occorre. Loro, molto più di noi adulti, seguono unicamente i bisogni fisiologici, e possiamo fidarci delle loro percezioni (se non sono stati educati a scelte alimentari negative). </p>



<p> Ovviamente starà a noi valutare quando proporre altri alimenti, quando integrare la loro dieta “irrigidita” dall&#8217;odio per le novità; ma anche qui con metodo: proponete, date l&#8217;esempio, non forzate. Fatevi vedere voi per primi che mangiate certi cibi, gustateveli, proponete loro di assaggiare un piccolo cucchiaino di qualcosa, e se dice di no… rispettate il no.</p>



<p> Piano piano &#8211; per imitazione, per fiducia, per curiosità &#8211; assaggerà tutto. È molto più probabile che un rifiuto a un alimento diventi definitivo, se associa quel cibo a un&#8217;imposizione che ha vissuto negativamente. Quindi non dannatevi per cucinargli il soufflé ai cardi. Se vuole pasta in bianco, godetevi il momento! Pensando che tra non molto tempo avrà richieste assurde e molto più complicate. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/eat-1583954_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1136" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/eat-1583954_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/eat-1583954_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/eat-1583954_640-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Se avete bambini che non mangiano nulla</h5>



<p> La salute viene prima di tutto, e dovrebbe sempre essere il pediatra a seguire i progressi di crescita di vostro figlio. Se il medico dice che il bambino è sano, forte e cresce bene, allora nessuna paura: evidentemente <strong>ha già tutto quello che gli occorre.</strong> </p>



<p> Secondo voi mangia comunque troppo poco? O vuole mangiare solo se imboccato? O ancora richiede tutto frullato, o solo UN particolare tipo di cibo? I motivi possono essere tantissimi, e non per forza gravi.  Anzi… spesso i bimbi vogliono mangiare le cose frullate per mera pigrizia, o rifiutano le novità per la neofobia che li caratterizza. </p>



<p> Se per voi è il momento giusto che faccia un “salto” di crescita e non volete aspettare che la cosa si risolva da sola, potete benissimo applicare quello che solitamente consigliamo nei nidi ai genitori dei bimbi che rifiutano il cibo: lasciateli liberi di mangiare da soli, quello che vogliono del loro piatto, e per il tempo che gli occorre. Finito il momento del pasto, via il piatto; non importa se hanno mangiato tutto, metà o nulla. </p>



<p> L&#8217;importante è non dargli subito l&#8217;alternativa a lui nota: la merendina che ama tanto, il dolcetto consolatorio che gli viene passato perché almeno abbia “un po&#8217; di energia”, il pezzo di pane “per sopravvivere”. Non dategli nulla, fino all&#8217;ora giusta per il pasto successivo (la merenda pomeridiana o la cena). E state attenti che sia ovviamente un pasto adeguato: se a merenda un bambino di 2 anni mangia 2 fette di pane e cioccolato, sarà molto difficile che a pranzo e a cena mangi ciò che gli proponete. </p>



<p> Perché non ha abbastanza fame, il suo corpo è già pieno di zuccheri eccessivi, e sa benissimo che può digiunare in quei due pasti, perché a colazione e a merenda ottiene ciò che preferisce avere. State pur certi che nessun bambino si è mai lasciato morire di fame, e sta a noi proporre alternative sane e valide per le loro scelte alimentari.<br> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="453" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/boy-709943_640.jpg" alt="" class="wp-image-1130" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/boy-709943_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/boy-709943_640-300x212.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/04/boy-709943_640-600x425.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p> Idee sempre buone: sia tra adulti, che con i piccoli</p>



<p> 1 &#8211; Cucinate insieme! Il cibo preparato con le proprie mani, è molto più gustoso e invitante<br> 2 &#8211; Personalizzate l&#8217;apparecchiatura facendo scegliere ai bambini il piatto che vogliono quel giorno (o il tovagliolo, o le posate). Questo è un piccolo modo per coinvolgerli nel momento della preparazione, e dare importanza alle loro scelte.<br> 3 &#8211; Provate a spegnere tutto: cellulari, televisione, radio. Datevi attenzione, parlatevi della vostra giornata. Provate a vivere il momento del pasto come una coccola, una cena romantica tra voi e la vostra famiglia.<br> 4 &#8211; Complimentatevi con loro per i traguardi che raggiungono e i progressi che fanno a tavola; raccontategli i pasticci che facevano da piccolissimi; ma anche quelli che facevate voi, e i cibi che vi piacevano o che proprio non volevate da bambini. Il raccontare storie e il mangiare,<br>vanno da sempre a braccetto!<br> 5 &#8211; Prendetevi tutta la calma e il tempo che vi serve. Ciascuno ha il suo ritmo!</p>
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		<title>La quarantena no! Non l&#8217;avevo considerata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eugeniopriscimone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 13:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[mediatrice familiare]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Credo sia l&#8217;argomento più scottante di tutti, da qualche settimana a questa parte. Forse sarete stufe di sentirne parlare, ma qualche parola credo vada spesa sul fronte “bambini”.</p>



<p> I telegiornali, i notiziari alla radio, i comunicati del nostro Presidente del Consiglio, non si rivolgono di certo ai piccoli di casa. Sono pensati per noi adulti, certo; ma ho notato in prima persona come anche i canali dedicati esclusivamente all&#8217;infanzia vengano interrotti con messaggi istituzionali sull&#8217;emergenza covid19. E credo che in pochi si siano posti il problema di come certe notizie vengano percepite da chi ha 5 o 10 anni.</p>



<p> Come sempre il lavoro di “filtro” sta a voi: mamme, papà, nonni o zii che siate. E non è un lavoro facile, perché non c&#8217;è la frase giusta, a prova di ansia. Ogni bambino ha un carattere unico, voi che li avete vicini questo lo sapete benissimo. E non sempre è facile prevedere come potranno reagire a delle emergenze nuove.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>A volte nemmeno sappiamo come possano reagire a un peluche rovinato in lavatrice, o alla nascita del fratellino, figuriamoci alla news di una pandemia!</strong></p>



<p> Ho deciso di raccontarvi le diverse fasi che ho affrontato io con mia figlia, perché credo sia giusto sapere che davanti a questi eventi nessuno di noi è esperto, nessuno gestisce le cose “al meglio” e siamo tutti vulnerabili. Io ho fatto sicuramente tanti errori e ho corretto il tiro strada facendo. Mal che vada, leggendomi, saprete cosa NON FARE o vi farete quattro risate.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>Fase 1: ignorare il problema</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1064" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-768x512.jpg 768w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-1536x1025.jpg 1536w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920-600x400.jpg 600w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/confused-2681507_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Problema? Che problema? Non c&#8217;è nessun problema!</figcaption></figure>



<p> Sappiamo tutti che non è una soluzione praticabile; specie alla lunga, specie con bambini grandicelli. Ma sarà che fa tanto Benigni in “La vita è bella” e ha un po&#8217; un alone romantico, ma ammetto che ho gestito le prime due settimane di quarantena così. Ho detto a mia figlia “<em>siamo in vacanza! E la mamma resterà a casa con te, perché ultimamente abbiamo passato poco tempo insieme</em>”. Lei era felice, io ero felice; e la tecnica dello struzzo ha retto per ben 14 giorni perché mia figlia ha 3 anni.</p>



<p> Poi giustamente la nonna in video chiamata ha chiesto alla sua nipotina: “Allora, sei preoccupata di questo virus, piccolina? Ti dispiacerà non vedere più i tuoi compagni di scuola?” e il mio castello di carte è crollato.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>Fase 2: minimizzare il problema</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1065" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280-1024x683.jpg 1024w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280-768x512.jpg 768w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280-600x400.jpg 600w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/shocked-2681488_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>E che sarà mai&#8230; Non c&#8217;è da aver paura!</figcaption></figure>



<p> Una volta scoperto che non era in vacanza, mia figlia mi ha giustamente chiesto cosa stesse succedendo. Perché avrà pure 3 anni, ma se qualcuno dice “virus” ci arriva anche lei che non stiamo parlando di cose belle.</p>



<p> Al che, le ho spiegato che si trattava di un&#8217;influenza, molto forte e molto brutta, che stava colpendo tante persone. E che per sicurezza stavamo tutti un po&#8217; più a casa, evitando di andare a scuola o a lavoro, per permettere a tutti i malati di guarire per bene. Il nonno in quelle settimane purtroppo era stato ricoverato in ospedale proprio per quel virus, ma grazie al cielo era appena stato dimesso, e avevo potuto dire a mia figlia: &#8220;<em>Hai visto? Anche il nonno aveva tanta tosse e stava male, ma grazie ai dottori è guarito. Non c&#8217;è da aver paura.</em>&#8220;</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Forse  in quel momento mi serviva sentire la mia voce dire qualcosa di così rincuorante, quindi mi ci sono aggrappata stretta e forte a quel “non c&#8217;è da aver paura”.  </em></p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Fase 3: ammettere il problema</h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1070" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280-1024x683.jpg 1024w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280-300x200.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280-768x512.jpg 768w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280-600x400.jpg 600w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/upset-2681502_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ok, qualcosa non va&#8230; Parliamone!</figcaption></figure>



<p> Io e il papà della mia bimba siamo separati. E ovviamente abbiamo linee di gestione diverse su TUTTO (se no mica ci separavamo!). Quando mia figlia è tornata dal weekend di quarantena col papà, me la sono ritrovata che non voleva addormentarsi, perché aveva paura “del virus con la corona”. </p>



<p class="has-text-align-center"><em>Ho dovuto scontrarmi faccia a faccia con la mia tendenza a proteggere sotto una bolla di ottimismo la mia piccolina. Forse avevo minimizzato troppo. Forse non parlandole seriamente della gravità di questa cosa, le avevo creato uno stacco troppo grosso con tutto il resto del mondo. </em></p>



<p> E così ho cercato di rimediare.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le poesie</h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="359" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/rose-764267_640.jpg" alt="" class="wp-image-1089" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/rose-764267_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/rose-764267_640-300x168.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/rose-764267_640-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p> Ho letto per prima cosa la poesia scritta da Roberto Piumini. Se non lo conosceste, è un autore e poeta di libri per l’infanzia e a mio parere nomina col tono migliore ciò che sulla bocca di ogni adulto in questi giorni provoca ansia.</p>



<p> Ammetto che ho avuto difficoltà a leggere una poesia su questo. Forse dentro di me strideva il fatto di vedere in rime scanzonate, qualcosa che aveva spedito in ospedale mio padre, appena due settimane prima. Ma a mia figlia ha fatto bene.</p>



<p> Ha ascoltato in silenzio, mentre colorava, fingendo di non prestare attenzione. E io non le ho chiesto nulla, ho lasciato “agire” il potere della narrazione, a cui serve tempo e silenzio per penetrare. So che a lei è arrivato tutto, perché prima di addormentarsi mi ha detto: “appena finirà tutto andiamo a trovare il nonno, vero mammina?”</p>



<p> Il potere delle poesie.</p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>La chiarezza mentale</strong></h5>



<p>
Vi esorto a provare di
mettervi nei panni di un bambino: ogni malattia per lui è una
novità. Il primo raffreddore, la prima congiuntivite, la prima
febbre a 38,5°, la prima otite&#8230; Tutte esperienze terribili, che
riuscivano ad affrontare meglio solo se NOI eravamo calmi a fianco a
loro, mostrandoci sicuri di quello  che dovevamo fare. Qui vale lo
stesso principio.</p>



<p>
Avete chiare le regole della
quarantena? Di come lavarvi le mani e quando? Del perché evitiamo di
uscire, se non per necessità urgenti? Se non avete chiaro qualcosa:
leggete le fonti ufficiali, informatevi con notizie attendibili,
seguite le prassi approvate dal Governo. Insomma: studiate bene, per
trasmettere con sicurezza ai vostri figli le cose giuste. 
</p>



<p> Se siete persone un po&#8217; ipocondriache o molto emotive, fatevi aiutare da parenti, amici o parole di altri (come la poesia che ho usato io), per non veicolare ai vostri bambini troppa paura. Ammettere che abbiamo paura anche noi adulti, è legittimo. Ma ricordatevi che voi sapete cosa fare. Siete grandi, siete i loro eroi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1.png" alt="" class="wp-image-1090" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1.png 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1-300x300.png 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1-150x150.png 150w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1-600x600.png 600w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/mom-2010524_640-1-100x100.png 100w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p><strong>Se anche nella paura voi siete saldi, loro non avranno nulla da temere!</strong></p>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>Le routines</strong></h5>



<p>
I vostri bambini per andare a
scuola si svegliavano alle 7? Al nido mangiavano alle 12? Magari
evitate di farli dormire fino alle 10, e andare a tavola alle 14. I
ritmi certamente un po&#8217; saranno cambiati, in queste settimane. Ma più
ricreerete le loro routines, e meno spaesati si sentiranno.</p>



<p><strong> Se vi può tornare utile, utilizzate la scansione temporale delle attività scolastiche</strong>:</p>



<p class="has-text-align-center"><em> Colazione – gioco libero – attività – pausa bagno – pranzo – pulizia – sonnellino – attività- merenda – gioco libero.</em></p>



<p> Che andassero al nido, alle scuole dell&#8217;infanzia, o alle elementari, le routines sono sempre simili. A inizio e fine giornata lasciateli liberi di fare quello che più li rende felici: che siano i cartoni animati sul divano, suonare il tamburo, o giocare ai videogiochi, direi che per una mezz&#8217;oretta (o un&#8217;ora, se sono grandi) possiamo dire “liberi tutti!”. Magari anche noi riusciamo a farci una doccia con calma, che ne dite?</p>



<p> Le attività possono essere le più svariate, andate sul semplice e non fatevi prendere dall&#8217;ansia di progettazione; considerate che qualunque cosa proporrete è già un aiuto concreto rispetto a quello che mi diceva mia madre nei lunghi 3 mesi estivi (<em>“la noia sviluppa la fantasia. Quindi arrangiati!”</em>). Che siano i travasi con la farina per i piccolini, i collage e le tempere, la lettura di libri o l&#8217;aiuto compiti, le attività hanno sempre una durata breve: 20/30 minuti per chi ha pochi anni. Un&#8217;ora, massimo 2, se parliamo di bambini delle elementari. Meglio variare spesso, e sfruttare le attività quotidiane come attività educative: i vostri figli possono finalmente cucinare insieme a voi, o aiutarvi a fare il bucato. Anche a scuola hanno mansioni di riordino e pulizia, quindi perché fargli perdere questa bella rountine a casa?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="423" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/boy-921807_640-1.jpg" alt="" class="wp-image-1092" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/boy-921807_640-1.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/boy-921807_640-1-300x198.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/boy-921807_640-1-600x397.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>Sfogarsi fisicamente</strong></h5>



<p> So che sembra una battuta, in quarantena. Ma sfogarsi fisicamente serve tantissimo per vivere bene! Specialmente ai bambini, che sono tutta motricità, e accusano molto più di noi il contenimento. E allora via ai balli scatenati per casa guardando i Blues Brother o mettendo su i vostri cd preferiti! Provate a fare insieme yoga guardando i tutorial online. Chiedete ai vostri figli di far finta di fare la lezione di educazione fisica una volta a settimana. </p>



<p> Se avete una casa grande, provate a spostare qualche mobile per avere una zona “libera” da riempire con tappeto, coperte, o cuscini, e fate salti, lotta libera o anche solo le coccole. </p>



<p> Se avete la fortuna di avere balconi o terrazze, approfittate di qualunque momento di sole e calore, anche fosse solo per fare “merenda” all&#8217;aperto. </p>



<p> Se avete un giardino condominiale, ed è vuoto come il mio, approfittate per andare a fare due passi insieme a loro. Io scendo a volte con mia figlia per andare a raccogliere il rosmarino e la salvia, di cui abbiamo due bei cespugli proprio sotto al nostro portone. Fa strano farlo quasi di nascosto, e in fretta, come se fosse qualcosa di illegale. Fa strano pensare che salire un attimo sull&#8217;altalena del giardino &#8211; seppur vuoto, seppur sicuro – sia qualcosa per cui ti puoi prendere un urlo dal balcone da parte di un vicino. Ma ammetto che anche così ha il suo fascino. </p>



<p> Ogni tanto ci sentiamo due spie in missione, o due fuorilegge del dondolo. Ci viene da ridere e poi scappiamo veloci a casa, che anche quella corsetta di pochi metri ci fa bene. E comunque se fate le scale e vivete al sesto piano come noi, è ASSOLUTAMENTE uno sfogo motorio!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="428" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/happy-boy-3386243_640.jpg" alt="" class="wp-image-1095" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/happy-boy-3386243_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/happy-boy-3386243_640-300x201.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/happy-boy-3386243_640-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<h5 class="has-woostify-primary-color has-text-color wp-block-heading"><strong>Esprimere le emozioni</strong></h5>



<p> Non lo avrei mai detto, ma quando mia figlia ha visto il video mandato via whatsapp dalla sua maestra di scuola, lo ha messo in loop per 3 o 4 volte. Aveva bisogno di sentire la sua voce, di vederla, di vedere le foto della sua scuola materna, e il viso dei suoi compagni. </p>



<p> Abbiamo passato un pomeriggio a scorrere la galleria fotografica con tutte le immagini relative alla scuola. <strong>Le serviva</strong>. Io non lo avevo capito, e mi sono sentita sciocca per non aver pensato a una cosa così importante. Mia figlia è piccola e fa fatica ad esprimere le sue mancanze. Così ho cominciato a raccontarle le mie: “Mi manca uscire e comprare il gelato alla baracchina. Mi manca stare con te sul dondolo al parchetto. Mi manca l&#8217;aperitivo con le amiche. Mi manca lavorare con i miei bimbi abbracciandoli e stringendoli”.</p>



<p> Come per magia sono uscite le sue, che ho scoperto essere molto simili alle mie. E allora abbiamo fatto le crepes in casa (che non sostituiscono il gelato, ma vabbè); abbiamo giocato a fare “la nave pirata” sulla pancia della mamma (non sono un dondolo, ma con un po&#8217; di impegno&#8230;); abbiamo fatto cene molto poco educative a base di taralli e fette di salame, perché l&#8217;aperitivo lo voleva fare anche lei; e la prossima volta che vedrò in video-chiamata i miei “bimbi grandi”, come li chiama mia figlia, li farò vedere anche a lei, così comincerà a capire cosa sia lo smart working di cui parlo tanto.</p>



<p> E magari video-chiameremo anche i suoi, di amici. Perché insomma,<strong> la quarantena è solo fisica. Ma il nostro cuore è sempre lì vicino a chi non abbiamo mai lasciato col pensiero.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="359" src="http://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/smiley-2979107_640.jpg" alt="" class="wp-image-1096" srcset="https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/smiley-2979107_640.jpg 640w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/smiley-2979107_640-300x168.jpg 300w, https://www.mammeinwonderland.it/wp-content/uploads/2020/03/smiley-2979107_640-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>
Vi lascio con la poesia di
Roberto Piumini. Con l&#8217;augurio che tutto questo ci porti davvero una
vita più saggia e nuova.</p>



<p class="has-text-align-center">
Che cos’è che in aria
vola?<br>C’è qualcosa che non so?<br>Come mai non si va a
scuola?<br>Ora ne parliamo un po’.</p>



<p class="has-text-align-center">
Virus porta la corona,<br>ma
di certo non è un re,<br>e nemmeno una persona:<br>ma allora, che
cos’è?</p>



<p class="has-text-align-center">
È un tipaccio piccolino,<br>così
piccolo che proprio,<br>per vederlo da vicino,<br>devi avere il
microscopio.</p>



<p class="has-text-align-center">
È un tipetto velenoso,<br>che
mai fermo se ne sta:<br>invadente e dispettoso,<br>vuol andarsene qua
e là.</p>



<p class="has-text-align-center">
È invisibile e leggero<br>e,
pericolosamente,<br>microscopico guerriero,<br>vuole entrare nella
gente.</p>



<p class="has-text-align-center">
Ma la gente siamo noi,<br>io,
te, e tutte le persone:<br>ma io posso, e anche tu puoi,<br>lasciar
fuori quel briccone.</p>



<p class="has-text-align-center">
Se ti scappa uno
starnuto,<br>starnutisci nel tuo braccio:<br>stoppa il volo di quel
bruto:<br>tu lo fai, e anch’io lo faccio.</p>



<p class="has-text-align-center">
Quando esci, appena torni,<br>va’
a lavare le tue mani:<br>ogni volta, tutti i giorni,<br>non solo
oggi, anche domani.</p>



<p class="has-text-align-center">
Lava con acqua e sapone,<br>lava
a lungo, e con cura,<br>e così, se c’è, il birbone<br>va giù con
la sciacquatura.</p>



<p class="has-text-align-center">
Non toccare, con le dita,<br>la
tua bocca, il naso, gli occhi:<br>non che sia cosa proibita,<br>però
è meglio che non tocchi.</p>



<p class="has-text-align-center">
Quando incontri della
gente,<br>rimanete un po’ lontani:<br>si può stare
allegramente<br>senza stringersi le mani.</p>



<p class="has-text-align-center">
Baci e abbracci? Non li
dare:<br>finché è in giro quel tipaccio,<br>è prudente
rimandare<br>ogni bacio e ogni abbraccio.</p>



<p class="has-text-align-center">
C’è qualcuno mascherato,<br>ma
non è per Carnevale,<br>e non è un bandito armato<br>che ti vuol
fare del male.</p>



<p class="has-text-align-center">
È una maschera gentile<br>per
filtrare il suo respiro:<br>perché quel tipaccio vile<br>se ne vada
meno in giro.</p>



<p class="has-text-align-center">
E fin quando quel tipaccio<br>se
ne va, dannoso, in giro,<br>caro amico, sai che faccio?<br>io in casa
mi ritiro.</p>



<p class="has-text-align-center">
È un’idea
straordinaria,<br>dato che è chiusa la scuola,<br>fino a che, fuori,
nell’aria,<br>quel tipaccio gira e vola.</p>



<p class="has-text-align-center">
E gli amici, e i
parenti?<br>Anche in casa, stando fermo,<br>tu li vedi e li
senti:<br>state insieme sullo schermo.</p>



<p class="has-text-align-center">
Chi si vuole bene,
può<br>mantenere una distanza:<br>baci e abbracci adesso no,<br>ma
parole in abbondanza.</p>



<p class="has-text-align-center">
Le parole sono doni,<br>sono
semi da mandare,<br>perché sono semi buoni,<br>a chi noi vogliamo
amare.</p>



<p class="has-text-align-center">
Io, tu, e tutta la gente,<br>con
prudenza e attenzione,<br>batteremo certamente<br>l’antipatico
birbone.</p>



<p class="has-text-align-center">
E magari, quando
avremo<br>superato questa prova,<br>tutti insieme impareremo<br>una
vita saggia e nuova.</p>



<p class="has-text-align-center">
(Roberto Piumini)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeinwonderland.it/2020/03/30/la-quarantena-no-non-lavevo-considerata/">La quarantena no! Non l&#8217;avevo considerata</a> proviene da <a href="https://www.mammeinwonderland.it"></a>.</p>
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